Argomento 8 UNA VISIONE TRIDIMENSIONALE

Dovremmo puntualizzare il fatto che, come abbiamo già visto, le note di un accordo vanno pensate disposte in verticale nel senso che, ad esempio, partendo dal primo Do sotto il pentagramma e procedendo verso l’alto, le note sono via via di frequenza maggiore e quindi di altezza del suono più acuta (alta). Del resto se provate a cantare la scala di Do o a suonarla sul pianoforte (tutti i tasti bianchi) sentirete che il suono passa dal grave all’acuto. Pertanto sullo spartito troveremmo l’accordo di Do scritto così:

Ma come abbiamo già detto per quanto riguarda le scale, anche le tre note di un accordo potrebbero ripetersi teoricamente all’infinito (sia verso il grave che verso l’acuto):

Si tratta di una sorta di ripetizione circolare.

Ovvero, per esempio, si parte con il Do sotto il pentagramma e si finisce con un Do all’ottava superiore (Do nel terzo spazio). Se ricordate, la rappresentazione della scala maggiore è un eptagono irregolare come quello rappresentato nella figura qui sotto:

Ora, questo è quello che appare se rappresentiamo la scala maggiore nel nostro cerchio cromatico rispettando però anche le altezze dei suoni:

Come potete vedere l’eptagono irregolare che avevamo costruito in precedenza per rappresentare la scala maggiore ha in realtà uno sviluppo tridimensionale a spirale perché la serie di note potrebbe ripetersi all’infinito e quindi l’elastico disegnerebbe lo stesso percorso ma in senso verticale e per questo diciamo a spirale.
Come mostrato in figura, si parte dal Do ai piedi del chiodo a ore 12 per poi passare successivamente ed in senso orario, alle altre note della scala. Il nostro elastico si alzerà via via in corrispondenza delle note della scala ed in relazione al loro intervallo rispetto alla nota successiva. Abbiamo già scoperto quale è la formula intervallare della scala maggiore: T-T-sT-T-T-T-sT. Per seguire questa formula anche in senso verticale, su ogni chiodo sono state segnate, in modo arbitrario, delle tacche rappresentanti i 12 semitoni della scala cromatica.
Partendo dal primo Do ci alzeremo pertanto dell’altezza corrispondente all’intervallo corretto espresso dalla formula intervallare della scala. Riassumiamole:

  • da Do a Re 2sT
  • da Re a Mi 2sT
  • da Mi a Fa 1sT
  • da Fa a Sol 2sT
  • da Sol a La 2sT
  • da La a Si 2°
  • da Si a Do 1sT

Grazie al cerchio cromatico possiamo quindi meglio rappresentare lo sviluppo della scala maggiore dal momento che possiamo evidenziare allo stesso tempo:

  1. Nome dell’intervallo e la sua altezza
  2. La circolarità della scala
  3. Rappresentazione geometrica

Questo aspetto di tridimensionalità a spirale si applica in realtà a tutte le figure viste in precedenza, ma dal momento che sarebbe impossibile rappresentare all’infinito il loro sviluppo verticale (per il fatto che le note si ripetono ciclicamente) è sufficiente anche la semplice proiezione piana che rende comunque evidente la relazione geometrica esistente.