Argomento 3 TERZA LEGGE DELLA DINAMICA DI NEWTON

L’Unico modo che gli umani hanno trovato per andare avanti è lasciarsi qualcosa alle spalle’  (Interstellar – C.Nolan)

Alla fine del film Interstellar è menzionata la terza legge di Newton, dove il robot Tars, al momento di staccarsi dalla nave-madre per “cadere” nel buco nero insieme al protagonista Cooper, afferma che “l’unico modo che gli esseri umani hanno trovato per andare avanti, è lasciare qualcosa dietro.

La spinta che si danno il robot e l’astronave porterà ad un’azione reazione che produrrà un cambiamento sostanziale per gli esseri umani ma anche per Cooper, il protagonista, che cadrà nel buco nero.

Newton sostanzialmente dice che quando viene esercitata una forza, sono sempre coinvolti due corpi. L’azione non avviene mai in un solo modo, ma c’è un’influenza reciproca.

Consideriamo, per esempio, un oggetto posto sul tavolo: il corpo esercita una certa forza sul tavolo uguale e opposta a quella che il tavolo esercita sull’oggetto per tenerlo sospeso, stazionario.

Questo è quello che succede al corpo di qualsiasi essere umano quando sono in posizione eretta, e attraverso la forza di spinta che esercitano sul pavimento e che il pavimento ricambia, riescono a stare “fermi”.

‘Le forze vengono sempre in coppia. Se un oggetto A esercita una forza F su un oggetto B, l’oggetto B eserciterà una uguale e opposta forza F su un oggetto A’

Perché è cosi facile spiegare queste tre leggi attraverso la danza?

Prima di tutto, perché la danza include il corpo umano che per eccellenza incarna forse tutte le leggi della fisica e tutti i misteri scientifici risolti e irrisolti.

Fin dalla tenera età, un ballerino si troverà ad applicare e sfidare le leggi di gravità e tutte le leggi di Newton, sia che lavori da solo, in gruppo o in coppia.

Questo è possibile grazie al più grande alleato e nemico di un ballerino: il pavimento.

Mentre nella vita di una persona normale la relazione con il pavimento, il suolo o qualsiasi superficie incontrano è completamente casuale e inconsapevole, un ballerino, fin dal primo vero momento in cui si approccia alla danza, deve assolutamente tener conto del pavimento e gestirlo consapevolmente.

Il pavimento è per eccellenza l’oggetto B su cui esercitare una misurata e corretta forza F per ottenere la corretta reazione di forza come oggetto A.

Un ballerino ha sempre la terza legge di Newton nella mente perché se sbagliano il tipo di forza F dell’oggetto A sull’oggetto B non otterranno la reazione F di cui hanno bisogno per il movimento che devono ottenere.

Il primo di questi esercizi vede i partecipanti nella condizione di osservatori e mimi dei movimenti che l’istruttore presenterà davanti a loro.
Il gruppo poi sarà diviso in coppie che faranno lo stesso esercizio diventando a turno l’istruttore dei loro partner.

Anche questo esercizio viene eseguito in coppia e prevede che i partecipanti muovano tutte le parti del corpo del partner e mantengano le posizioni. Naturalmente, la coppia poi cambia ruoli.

Ogni partecipante in uno spazio definite sarà accompagnato da un istruttore per improvvisare un dato numero di posizioni.

La creazione estemporanea di ogni partecipante metterà in luce le capacità meccaniche del corpo che, dopo la prima fase di riscaldamento, possono già iniziare a rendere esplicito il nostro punto di partenza.

I partecipanti eseguiranno movimenti lungo uno spazio definito.

I partecipanti dovranno memorizzare e performare azioni di una coreografia corta da sviluppare e mettere in pratica le conoscenze acquisite

I partecipanti si esibiranno nella performance finale.

‘Io ero in te, o movimento, al di fuori di tutte le cose’

Paul Valèry

L’anima e la danza