Argomento 3 Caso di studio: dipinti di Bernardo Belotto nella ricostruzione del centro storico di Varsavia distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale

Durante la Seconda Guerra Mondiale, la capitale della Polonia, Varsavia, fu completamente rasa al suolo.

Fortunatamente, parte delle opere d’arte e degli archivi documentali furono trasportate fuori dalla città e messe in salvo prima che venisse distrutta.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale, quando sembrava che non sarebbe mai più stato possibile ricostruire la capitale della Polonia, negli anni ’50 architetti e restauratori d’arte polacchi studiarono le opere del Canaletto (Bernardo Bellotto) e di altri artisti per comprendere meglio l’architettura originaria e l’impianto urbanistico del centro storico prima della distruzione portata dalla guerra.

Grazie a questa collaborazione, la ricostruzione del centro storico si è basata su molte informazioni dettagliate sul suo aspetto originario, con cui sono stati ricreati molti edifici storici, strade e piazze.

L’artista italiano Bernardo Bellotto (1721-1780), anch’egli chiamato “Canaletto” come lo zio Antonio Canal, era come lui affascinato dalla pittura vedutista. Lavorò principalmente a Venezia, sua città natale.

Come molti artisti dell’epoca, offrì i suoi servizi anche in altre città, tra cui Vienna, Dresda e Monaco, realizzando vedute di queste città. Nel 1763 le opere di Bellotto persero di favore a Dresda, così decise di cercare lavoro a San Pietroburgo presso la corte di Caterina II di Russia, ma ricevette l’invito dal Re di Polonia appena salito al trono, Stanislao II Augusto Poniatowski, a diventare suo pittore di corte a Varsavia. Vi rimase per 16 anni, dal 1768 fino alla sua morte nel 1780.

Mentre lavorava a Varsavia, realizzò 30 vedute della città e del Palazzo di Wilanów. Si trattava di raffigurazioni molto accurate di singoli edifici e scorci della città.

I suoi dipinti, insieme a fotografie e disegni di altri artisti, hanno permesso una ricostruzione straordinaria della città vecchia di Varsavia. 

Tuttavia, la ricostruzione di Varsavia dopo la seconda guerra mondiale non si limitò al solo centro storico, ma coinvolse anche altri quartieri e fu un avvenimento unico, a volte non privo di controversie.  

Bernardo Bellotto, detto il Canaletto, Veduta della Chiesa dei Bernardini e Colonna di Sigismondo III dalla strada che conduce alla Vistola, tra il 1768 e il 1770, Castello Reale di Varsavia

Bernardo Bellotto, detto il Canaletto, Chiesa di Santa Croce a Varsavia, 1778, Castello Reale di Varsavia

Bernardo Bellotto, detto il Canaletto, Veduta del sobborgo di Cracovia che conduce alla piazza del Castello, 1774, Castello Reale di Varsavia