Argomento 2 COME SI COSTRUSICE IL CERCHIO CROMATICO

Costruendo un dodecagono regolare inscritto in una circonferenza si individuano dodici punti. Questi dodici punti corrispondono alle dodici note della nostra scala cromatica. Il nome delle note viene indicato da un disco interno che può ruotare. In corrispondenza di ogni nota è stato inserito un chiodo che servirà da perno per un elastico che, unendo specifiche note, riprodurrà delle figure geometriche. L’esigenza di disporre le note in cerchio è per riprodurre visivamente la ciclicità della scala che, come abbiamo detto, dopo un ciclo di dodici semitoni, ritorna su sè stessa e si ripete proprio come accade per le lancette dell’orologio. Vediamo come si presenta in foto:

Facciamo ora un primo esempio di come si utilizza il cerchio cromatico rappresentando proprio la scala cromatica:

Come si vede in figura la distanza di un semitono tra i vari suoni viene rappresentata da ciascun lato del dodecagono regolare: ogni lato infatti è uguale all’altro proprio come ogni intervallo tra una nota e la successiva della scala cromatica è sempre di 1 semitono (sT). Quindi:

1 lato del dodecagono = 1 semitono (sT)

Vediamo ora qual è la rappresentazione geometrica della scala maggiore di Do. Scegliamo tale scala perché la conosciamo tutti fin da bambini ed è quella che come abbiamo visto precedentemente è formata dalle note: Do Re Mi Fa Sol La Si Do. Sapevate che affinché questa successione di note venga definita scala maggiore è necessario che segua un ordine preciso di toni e semitoni? Forse no ed è per questo che, grazie al cerchio cromatico, apprenderete questa regola di costruzione in modo molto rapido e vi servirà per costruire tutte le altre scale maggiori. Vi basterà unire con un elastico tutte le note della scala di Do partendo con la nota Do posizionata a ore 12 e muovendovi in senso orario. Ecco ciò che otterrete:

Grazie al cerchio cromatico, scopriamo che l’esatta disposizione di toni e semitoni che rende quella successione di note una scala maggiore è la seguente:

T -T- sT– T- T- T sT

Dove T = tono e sT = semitono.

Oggi spesso le sigle delle note vengono indicate con una dicitura anglosassone: Do = C; Re = D; Mi = E; Fa = F; Sol = G; La = A; Si = B. Tenetela a mente!

Ora questa successione di T e sT è una regola che bisogna seguire per costruire tutte le scale maggiori. Proviamo a costruire la scala maggiore di Sol. Per facilitarvi il compito, girate il disco interno in modo da posizionare la nota di Sol alle ore 12. Potrete verificare che, partendo da Sol e procedendo in senso orario fino a ritornare sul Sol iniziale, la serie dei T e sT sarà identica a quella della scala di Do ma le note saranno cambiate. Ecco la sequenza che otterrete:

Sol La Si Do Re Mi Fa# Sol

Come potete constatare la scala di Sol rispetto a quella di Do ha il Fa#.

Con lo stesso procedimento provate ora a costruire le scale di Re, Mi, Fa, Sol, La, Si. L’unica accortezza che dovrete avere sarà quella di utilizzare sempre nomi diversi delle note. Prendiamo ad esempio la scala di Fa. Vi troverete ad un certo punto di dover decidere se usare il nome La# o Sib. La risposta corretta è Sib perché se scrivete:

Fa Sol La La# Do Re Mi Fa

la nota di La (nonostante il #) viene nominata due volte. Se invece chiamiamo il La# come Sib (stesso suono ma nome diverso) avremo nominato correttamente tutti i suoni di questa scala.