Argomento 1 PRIMA LEGGE DELLA DINAMICA DI NEWTON

‘Ogni corpo continua nel suo stato di quiete o di moto rettilineo uniforme a meno che non sia costretto a cambiare tale stato da forze ad esso applicate.“

Secondo Newton, un corpo non è mai veramente fermo, calmo: il movimento sembra sempre presente, anche se impercettibile.

Un corpo si muove con un movimento uniforme su una linea retta in velocità costante.

In altre parole, un corpo che si muove con il moto rettilineo uniforme (in assenza di attrito) continuerà il suo movimento all’infinito fino a quando una forza non lo fermerà e quando la forza che agisce su un corpo è pari a zero, anche la sua accelerazione è pari a zero.

Possiamo quindi definire come sistema di riferimento inerziale qualsiasi sistema di riferimento in cui vale la prima legge di Newton.

Per inerzia si intende la tendenza che ha un oggetto a rimanere fermo o in moto uniforme.

L’esperienza insegna che un corpo inizialmente fermo non inizia a muoversi senza l’intervento di una causa esterna.

Questa causa è costituita generalmente da una forza applicata al corpo in questione.

Le forze appaiono quindi principalmente come cause di movimento. Non sempre però si dice che un corpo al quale viene applicata una forza lo metta in movimento: ciò accadrà generalmente solo quando il corpo sarà effettivamente libero di muoversi, cioè quando non ci saranno vincoli in grado di neutralizzare l’effetto di un forza applicata.

Per esempio, tutti i corpi a causa del loro peso tendono a muoversi verticalmente in basso. Il peso di un corpo è perciò una forza. Tuttavia, se un corpo riposa su un piano, è sostenuto dalla nostra mano ecc…è legato, non può muoversi. Si può quindi dire che l’effetto di una forza è quello di mettere in moto il corpo a cui è applicata, ovvero di produrre una deformazione dei vincoli che impediscono al corpo di muoversi.

In generale le forze possono essere esercitate attraverso il contatto fisico tra corpi, si parla allora di forze di contatto.

Consiglio di leggere un testo e di usarlo in questo caso riguardo peso e leggerezza:

‘Sei appunti per il prossimo millennio’- Italo Calvino

Questo libro, quindi, è l’eredità di Calvino per noi: quei valori universali che individua per le generazioni future da custodire diventano la parola d’ordine per il nostro apprezzamento di Calvino stesso.

Che dire della scrittura, dovrebbe essere apprezzata? Calvino, in uno schema meravigliosamente semplice, dedica una conferenza (un promemoria per il suo lettore) a ciascuno dei cinque valori letterari indispensabili. Prima c’è la “leggerezza”, e Calvino cita Lucrezio, Ovidio, Boccaccio, Cavalcanti, Leopardi e Kundera – tra gli altri, come sempre – per mostrare cosa intende: la gravità dell’esistenza va sopportata con leggerezza se è da sopportare tutta.

Nella prima parte del laboratorio pratico, ci occuperemo di camminare e di percepire i nostri piedi stabilendo un rapporto consapevole con il pavimento, lavorando sulla coordinazione della deambulazione e sui movimenti di ventisei ossa e trentatré ossa e più di cento muscoli, tendini e legamenti.

Il metatarso sarà al centro del movimento della camminata e, dopo aver aumentato e diminuito la velocità delle nostre camminate, affronteremo la corsa. Questo tipo di esercizio sarà svolto sia lavorando in silenzio, ascoltando il movimento della camminata, sia utilizzando un metronomo (che tra l’altro si basa sulla legge fisica dell’oscillazione del pendolo di Newton: la sua asta oscilla in relazione alla forza di gravità esercitata sul peso attaccato alla sua estremità).

I partecipanti saranno disposti in ordine casuale nello spazio e guidati da una serie di comandi per indagare sulla condizione dei loro corpi.

Dopo questo “riscaldamento” seguiranno altre indicazioni per sentire e identificare il pavimento con tutto il corpo.

Usa oggetti con pesi/forme diverse e verifica come questo influisce sul nostro corpo e sui nostri movimenti.

DURATION: 20’