Argomento 1 CAPACITA’ COMUNICATIVE

La scala cromatica è la scala fondamentale ed imprescindibile del sistema musicale occidentale. Essa viene definita come una successione di 12 suoni distanti l’uno dall’altro di un semitono con la ripetizione del primo suono all’ottava superiore. Ma cos’è il semitono? E l’ottava?

Il semitono è la distanza minima tra due suoni nel sistema musicale occidentale (diverso è ad esempio quello di paesi orientali come l’India). Se premete un tasto bianco del pianoforte e quello nero immediatamente successivo avrete suonato un intervallo di 1 semitono. Sulla chitarra invece ogni tasto che divide la tastiera corrisponde proprio ad 1 semitono.

Quando allora diciamo che tra la nota di Do e quella di Re c’è un intervallo (cioè una distanza) di un tono significa che tra le stesse note ci sono 2 semitoni. Premete un qualsiasi Do sul pianoforte e poi suonate, andando verso destra, il primo tasto nero e poi quello bianco immediatamente successivo; sarete arrivati alla nota di Re attraverso il passaggio di 2 semitoni.

Quindi 1 tono = 2 semitoni.

Allo stesso modo se diciamo 2 toni possiamo pensare che essi corrispondono a 4 semitoni.

Conoscete questo simbolo #? Si chiama diesis e indica che un suono è stato innalzato proprio di un semitono. Dire quindi Do e Do# significa che la nota di Do è stata innalzata di un semitono. Lo stesso vale per Re e Re# o tra Sol e Sol#, ma tra MI e Fa esiste già una distanza di un semitono pertanto nel passaggio tra le due note non diremo Mi e Mi# ma appunto direttamente Mi e Fa. Lo stesso accade per le note Si e Do.

Visualizziamo la scala cromatica sulla tastiera di un pianoforte:

Come abbiamo visto poco sopra quando la scala cromatica discende (cioè dall’acuto scende al grave) viene usato un altro simbolo scritto così: b (bemolle). Esso ha il significato contrario a quello del diesis, ovvero abbassa la nota di un semitono. Quindi se ci muoviamo da Do verso Re avremo il Do# (Do più mezzo tono) ma se da Re scendiamo verso Do avremo il Reb (Re meno mezzo tono). Ecco allora che uno stesso suono può avere due nomi diversi come potete visualizzare nella figura seguente:

Infine possiamo dire che la scala cromatica, come del resto tutte le scale, è ciclica nel senso che una volta terminata la successione dei dodici semitoni questi potrebbero ripetersi teoricamente all’infinito in entrambe le direzioni:

 …….Do Do# Re Re# Mi Fa Fa# Sol Sol# La La# Si Do Do# Re Re# Mi Fa Fa# Sol Sol# La La# Si Do……… sul pentagramma apparirebbe così:

Concludiamo dicendo che la scrittura della scala cromatica sul pentagramma mette in luce il fatto che il nome delle note si ripete ciclicamente ma in punti diversi del pentagramma e questo ha un significato musicale molto diverso che non va assolutamente confuso. In altre parole sebbene si incontri più volte la nota di Do (ma vale per qualsiasi altra nota) scritta su punti diversi del pentagramma significa che anche se il loro nome non cambia, l’effetto sonoro sì. Si parla infatti di Do più acuto (alto) o più grave (basso).

Quindi, secondo voi, quanti semitoni in tutto pensate corrispondano a 3 toni e 1 semitono?

Ora torniamo indietro alla nostra scala cromatica, sul pentagramma potremmo scriverla cosi:

Che, in senso ascendente, si legge: Do Do# Re Re# Mi Fa Fa# Sol Sol# La La# Si Do

e in senso discendente si legge: Do Si Sib La Lab Sol Solb Fa Mi Mib Re Reb Do

Se contiamo, i suoni di questa scala sono 12 più la ripetizione del primo suono (il Do) all’ottava superiore. Ma cosa significa ottava superiore? Se provate a dire ad alta voce le note che formano la scala di Do (maggiore) direte: Do Re Mi Fa Sol La Si Do. Quell’ultimo Do viene ripetuto dopo 7 note ed esso diventa l’ottava nota (cioè più acuta rispetto al primo Do) e per questo detta ottava superiore.

Ecco come appare sullo spartito l’intervallo di ottava:

Cioè, ripetiamolo, tra il Do più basso (grave) e quello più alto (acuto) conterete 8 note.